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  • Ulisse e Polifemo

    Pubblicato il 5 luglio 2009 admin 1 commento

    E gli altri scogli? La storia degli altri scogli è legata alle vicende del povero Ulisse, che tornava da Troia carico di gloria e malanni. Il buon Omero ci narra che egli ebbe la sventura di essere ospite di uno dei quei Ciclope, per nome di Polifemo. Ma che sa come la intendeva costui l’ospitalità?! Rinchiusi nella sua tremenda grotta Ulisse ed i suoi compagni, il bestiale Ciclope iniziò una cura ricostituente a base di carne umana (due uomini alla volta),  e allora solo si sarebbe fermato quando avesse dato fondo alla insperata incetta di uomini che gli era capitato di fare.

    Però, se il Ciclope era strapotente, il greco era maestro in fatto di astuzie. Colse un momento propizio in cui il Ciclope ubriaco e satollo si era buttato in un angolo per riposare, e gli innestò nell’unico occhio un enorme palo di legno infuocato. Strazio, urla, furore indiavolato del cieco Polifemo! Guai se gli fosse capitato tra le mani il suo nemico! Ma Ulisse attaccatosi alla pancia di un caprone, uscì dalla grotta, e quando fu lontano e al sicuro si diede a burlare il Ciclope. Fu allora che questi, come estrema e disperata vendetta, prese di mano  le rocce più vicine e le scaraventò all’indirizzo del fuggitivo che ormai aveva raggiunto il mare.

    E’ vero che i pecorai sono maestri nel lancio delle pietre, ma pietre di questa fatta, non saprei proprio chi potrebbe tirarle.

     

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    • E gli altri scogli? La storia degli altri scogli è legata alle vicende del povero Ulisse, che tornava da Troia carico di gloria e malanni. Il buon Omero ci narra che egli ebbe la sventura di essere ospite di uno dei quei Ciclope, per nome di Polifemo. Ma che sa come la intendeva costui l’ospitalità?! Rinchiusi nella sua tremenda grotta Ulisse ed i suoi compagni, il bestiale Ciclope iniziò una cura ricostituente a base di carne umana (due uomini alla volta), e allora solo si sarebbe fermato quando avesse dato fondo alla insperata incetta di uomini che gli era capitato di fare.

      Però, se il Ciclope era strapotente, il greco era maestro in fatto di astuzie. Colse un momento propizio in cui il Ciclope ubriaco e satollo si era buttato in un angolo per riposare, e gli innestò nell’unico occhio un enorme palo di legno infuocato. Strazio, urla, furore indiavolato del cieco Polifemo! Guai se gli fosse capitato tra le mani il suo nemico! Ma Ulisse attaccatosi alla pancia di un caprone, uscì dalla grotta, e quando fu lontano e al sicuro si diede a burlare il Ciclope. Fu allora che questi, come estrema e disperata vendetta, prese di mano le rocce più vicine e le scaraventò all’indirizzo del fuggitivo che ormai aveva raggiunto il mare.

      E’ vero che i pecorai sono maestri nel lancio delle pietre, ma pietre di questa fatta, non saprei proprio chi potrebbe tirarle.


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