-
Lavorazione del vigneto
Pubblicato il 28 luglio 2009 Nessun commentoPartendo circa dalla metà di novembre si inizia la così detta potatura a secco o potatura invernale, che consiste nel tagliare i tralci precedentemente vendemmiati lasciandone solo due per vite. Terminata tale lavorazione si libera il vigneto dal materiale di scarto che solitamente viene bruciato oppure spezzettato rappresentando così un buon apporto di sostanza organica al terreno. Se il tempo lo permette si prosegue con la legatura dei tralci,ovviamente se le temperature sono troppo fredde bisogna lasciare riposare la vite ed attendere un clima più favorevole.
Terminata la potatura, quando le strutture di sostegno sono liberate dal peso della vegetazione, si iniziano le operazioni di controllo e manutenzione delle stesse, i pali rotti vanno sostituiti, i fili di ferro devono essere messi in tensione ed eventualmente sostituiti se corrosi, le testate con i vari tiranti, vanno controllate con grande attenzione. Evitare di effettuare questi lavori a ridosso del germogliamento, per non danneggiare o asportare le gemme in ingrossamento o in allungamento.
Nel periodo primaverile (marzo-aprile) si devono sostituire le viti essiccate (ciò dovuto a gelo, siccità e freddo); per fare ciò bisogna innanzitutto procurarsi le nuove viti quindi:
- preparare le buche delle dimensioni di circa 1m.x1m. utilizzando una vanga o un badile, rimuovere con accuratezza le radici essiccate e sostituirle con quelle nuove;
- collocare le nuove piantine superficialmente (15-20 cm al massimo di profondità), cioè nello strato di terreno che si scalda più velocemente e che ne anticipa il germogliamento;
- accompagnare l’impianto con un apporto di concime organico, da posizionare sotto le radici ma non a contatto delle stesse.
Contemporaneamente a ciò per contribuire ad ossigenare il terreno si procede all’aratura dello stesso; i produttori di vino che ricorrono a questa procedura non fanno uso di diserbanti (prodotti chimici) ciò comporta naturalmente l’eliminazione periodica delle erbe infestanti utilizzando solitamente la falciatrice.
Agli inizi di maggio o giugno si procede con la potatura verde ovvero “spulera” che consiste all’eliminazione dei ricacci presenti alla base e lungo il fusto; è necessario un attento controllo sia del numero dei germogli uviferi, sia degli abbozzi di grappoli presenti su di essi. In caso di abbondanza, sono necessari interventi riparatori, con diradamenti dei germogli, quindi con limitazione del numero dei grappolini. Inoltre, con la selezione dei ricacci lungo il fusto, si può rimediare a situazioni anomale quali ritorni di freddo oppure danni da malattie (ad esempio mal dell’esca e flavescenza dorata), per i quali sarà necessario capitozzare le viti.
Riguardo al controllo del numero dei germogli e al loro eventuale diradamento, è bene ricordare che la produzione di uva perfettamente matura, sana, senza danni da siccità, è strettamente legata ad una corretta presenza di grappoli per ceppo; sono da ricercare produzioni non superiori ai 2-2,5 chilogrammi per ceppo, corrispondenti a 70-100quintali di uva per ettaro.
Questo significa che, con grappoli di peso medio alla maturazione variabile tra i 100 e i 250 grammi, dovranno essere presenti sulla pianta non più di sette-dieci germogli uviferi, portanti mediamente 1,5-2 grappoli cadauno. A seguito di germogliamenti abbondanti (anche 2-3 germogli per ogni gemma), con un elevato numero di grappolini sui germogli stessi e con particolari situazioni colturali (esempio in vigneti giovani), è bene pertanto intervenire sin dal mese di aprile per controllare il numero dei germogli, eliminando quelli in eccesso, mantenendone uno per gemma e facendo in modo che essi siano ben distribuiti lungo il tralcio.
Queste operazioni favoriscono l’arieggiamento della vegetazione e, soprattutto, l’esposizione solare delle foglie vicine ai grappolini, le quali svolgono la funzione di veri e propri “polmoni verdi” della produzione.
Nello stesso mese per evitare che la vite si ammali bisogna spruzzare sulle foglie dei prodotti chimici:
- zolfo: maggio, giugno, luglio;
- anticriptogramici: da maggio ad agosto verde rame:da agosto a settembre ciò si effettua con l’utilizzo di un macchinario apposito, che permette al coltivatore di apportare tale sostanza direttamente al vigneto.
Questo tipo di manutenzione dovrà essere effettuato ogni 10-15 giorni da metà maggio a metà settembre, naturalmente chi segue ciò dovrà essere munito di mascherina guanti ed adeguato abbigliamento di protezione. Durante lo stesso mese bisogna legare le gemme ai fili di ferro evitando così che siano danneggiate dal vento; nel mese di luglio le stesse gemme vengono piegate e fissate lungo i fili e lungo i pali. Per la legatura e il fissaggio solitamente viene usata della “raffia” oppure i rami più sottili delle piante di salice.
Nel mese d’agosto si esegue se necessario il diradamento dei grappoli questo per favorire una buona maturazione dell’uva.
Nel mese successivo si rimuovono le punte troppo lunghe dei tralci (Rebùt) e l’eventuale eccedenza di foglie per una buona ossigenazione della vite.
Lascia un commento


