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Il periodo angioino in Sicilia
Pubblicato il 26 luglio 2009 Nessun commentoIl regno angioino in Sicilia non fu felice e il nuovo re d’Angiò vi fu una sola volta in dodici anni e anche di passaggio, dovendo raggiungere in Africa il fratello re Luigi IX di Francia, impegnato nella crociata.
Fu un malcontento generale, sia perché la capitale del regno fu trasferita a Napoli, sia per l’avida politica fiscale instaurata dagli Angioini che avevano estremamente bisogno di denaro per finanziare le loro imprese militari. A ciò si aggiunga la forzata coabitazione coi militari francesi, che i Siciliani dovevano subire nelle loro case.
La proibizione assoluta di portare armi, che dava modo ai francesi di mettere le mani addosso alle donne per cercare armi nascoste sotto le vesti, e l’aggravio fiscale determinarono uno stato d’animo ostile che scatenò la celebre rivolta popolare del “Vespro Siciliano” iniziato a Palermo nel giorno di Pasquetta del 1282. I Siciliani riuscirono a cacciare i francesi dall’isola con le sole proprie forze e in ciò fu determinante l’apporto dato dalle donne.
A Messina nel grandioso campanile meccanico del Duomo, due bronzee figure femminili scandiscono le ore in ricordo delle coraggiose donne messinesi che salvarono la loro città sventando con il loro intervento tempestivo un attacco notturno degli Angioini.
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