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I Normanni in Sicilia
Pubblicato il 24 luglio 2009 Nessun commentoIl sistema amministrativo arabo piuttosto blando non costituì un’organica struttura statale poiché spesso i “Kaid” erano in lotta tra loro e fu proprio per una contesa tra il Kaid di Catania e quello di Agrigento che nel 1060 settecento cavalieri guidati da Roberto il Guiscardo e Ruggero D’Altavilla sbarcarono a Messina. Occuparono Catania, Enna, Noto e posero le basi a Palermo nel 1072.
Ruggero I perseguì il disegno politico di realizzare una solida unità amministrativa centralizzata, nell’ambito della quale si inserissero le varie componenti razziali dell’isola, dai Latini a Greci, dai Bizantini agli Arabi e ai Normanni.
Nel 1097 il Papa Urbano II, che fu a lungo in Sicilia, come segno di gratitudine per gli aiuti ricevuti, concesse a Ruggero I la speciale prerogativa “dell’Apostolica Legazia”, per cui il re di Sicilia aveva la facoltà di nominare direttamente tutti i vescovi siciliani.
Con i Normanni si gettarono le basi dello stato moderno, il re non comandava più attraverso la piramide feudale, ma per mezzo dei suoi funzionari, dando vita ad una forma di burocrazia statale.
Il più grande re normanno fu Ruggero II che fece erigere splendidi edifici come la Cappella Palatina e la chiesa della Martorana a Palermo, il duomo a Cefalù, decorandoli con meravigliosi mosaici. Organizzò il suo regno, creando il Parlamento nel 1129 e il primo catasto urbano e rurale.
Il suo successore Guglielmo II il Buono fece costruire il Duomo di Monreale e non avendo eredi diretti permise il matrimonio della zia Costanza D’Altavilla con Enrico VI di Svevia, figlio di Federico Barbarossa: il che comportò il passaggio della corona di Sicilia dai normanni agli svevi.
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