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Gli Aragonesi in Sicilia
Pubblicato il 27 luglio 2009 Nessun commentoPer lealtà dinastica, cacciati i francesi dall’isola, il Parlamento siciliano chiamò al trono Pietro III d’Aragona che aveva sposato Costanza di Svevia, figlia del re Manfredi e quindi legittima erede del regno. Si iniziò pertanto il periodo aragonese nella storia della Sicilia che coincise con il Vespro siciliano che portò al lungo periodo della guerra dei novant’anni, scandita da tre trattati di pace: quella di Caltebellotta, quella di Catania e quella definitiva di Avignone.
Con la pace di Catania gli angioini rinunciavano alla sovranità sull’isola ma la guerra, continuò da ambo le parti e si concluse ad Avignone nel 1372 (sede Papale) con la pace che segnava il definitivo distacco della Sicilia da Napoli. Questo distacco sarebbe durata fino al 1816, quando i Barboni unificarono i due Regni dell’Italia Meridionale nel “Regno delle due Sicilie”.
Si scatenò una lunga guerra civile tra il governo dei “Quattro Vicari”, di cui facevano parte le potenti famiglie Aragona, Chiaramonte, Peralta e Ventimiglia che detenevano il potere in nome della principessa Maria d’Aragona, orfana e ancora quindicenne, e altri baroni che videro esclusi dal potere. La situazione si sbloccò quando venne re in Sicilia Martino I che regnò fino ai primi anni 400.
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