<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>francesco grasso</title>
	<atom:link href="http://www.francescograsso.net/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.francescograsso.net</link>
	<description>realizzazione siti web, sviluppo software e soluzioni informatiche, grafica editoriale</description>
	<lastBuildDate>Mon, 02 Aug 2010 07:00:59 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>L&#8217;economia siciliana</title>
		<link>http://www.francescograsso.net/economia-della-sicilia</link>
		<comments>http://www.francescograsso.net/economia-della-sicilia#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 07:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche sulla Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[economia della sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescograsso.net/?p=311</guid>
		<description><![CDATA[Agricoltura
Anche in Sicilia, come nel resto del Sud, il numero degli addetti al settore agricolo è nettamente superiore alla media nazionale, e per contro i valori di redditività sono tra i più bassi (la carenza di acqua e in generale di impianti per irrigazione è un fattore decisivo). Tuttavia l&#8217;agricoltura mantiene il suo peso determinante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Agricoltura</strong><br />
Anche in Sicilia, come nel resto del Sud, il numero degli addetti al settore agricolo è nettamente superiore alla media nazionale, e per contro i valori di redditività sono tra i più bassi (la carenza di acqua e in generale di impianti per irrigazione è un fattore decisivo). Tuttavia l&#8217;agricoltura mantiene il suo peso determinante nell&#8217;economia regionale.</p>
<p>È in corso una certa ristrutturazione produttiva su basi più razionali, ma in linea di massima l&#8217;agricoltura continua a registrare nell&#8217;isola due comparti contrapposti e non coordinati: una zona costiera con coltivazioni intensive e specializzate e aziende di piccola e media dimensione, destinate alla produzione di agrumi, vite e altre piante legnose come mandorli, legumi e ortaggi, e una vasta area interna, con aziende di ampia superficie, occupate dalla cerealicoltura estensiva.</p>
<p><strong>Allevamento</strong><br />
Sono allevati ovini, caprini, equini e, soprattutto nella provincia di Ragusa, bovini della razza frisona e razza modicana. Il latte bovino prodotto è utilizzato principalmente nella produzione di formaggi freschi (provole), del piacentino ennese (con l&#8217;aggiunta di zafferano), o del caciocavallo ragusano, l&#8217;unico in Sicilia ad avere ottenuto il marchio DOP.</p>
<p><strong>Pesca</strong><br />
La pesca costituisce una risorsa preziosa per la Sicilia. Tra i porti con importanti flotte di navi pescherecce ricordiamo quello di Mazara del Vallo, ma anche quelli di Sciacca, Licata, Porto Empedocle, Pozzallo e Portopalo.<br />
Nella zona dello stretto di Messina si pesca soprattutto il pesce spada; in generale si pesca tonno, sardine, alici, sgombri e tutto il pesce azzurro, tipico del Mar Mediterraneo.<br />
Il pescato fornisce in maniera adeguata all&#8217;industria conserviera la materia prima necessaria alla produzione del pesce in scatola o affumicato. Nel trapanese e a Marzamemi si produce la bottarga, che viene esportata anche all&#8217;estero.</p>
<p>A Mazara del Vallo (Trapani) e in altre zone marine della costa mediterranea della Sicilia si pratica l&#8217;allevamento di pesci come spigole, orate, tonni (ingrasso); a Ganzirri, nella zona nord di Messina, quello di ostriche e mitili.</p>
<p><strong>Attività estrattive</strong><br />
La regione dispone di notevoli risorse minerarie ed è, insieme alla Toscana e alla Sardegna, una delle principali aree estrattive del paese. Tradizionale attività estrattiva fu per decenni quella legata ai giacimenti di zolfo, per i quali la Sicilia vantò in epoche passate addirittura ottime posizioni internazionali; ma la crescente concorrenza estera ridusse man mano l&#8217;economicità dello zolfo siciliano, sinché l&#8217;estrazione è completamente cessata nel 1986.</p>
<p>Altre risorse del sottosuolo sono i sali potassici e gli idrocarburi (petrolio e gas naturale, con area principale nel Ragusano); il primo pozzo entrò in funzione nel 1957. I giacimenti si dimostrarono ben presto molto più modesti delle aspettative; nel frattempo era stata però realizzata, ma con un&#8217;altissima immissione di capitali statali, una poderosa industria di raffinazione, mentre tutti i comparti manifatturieri rimanevano in pratica trascurati. I complessi chimici e petrolchimici, che ormai lavorano essenzialmente materiale greggio d&#8217;importazione, non hanno influito come si sperava nel creare nuovi posti di lavoro.</p>
<p><strong>Industria</strong><br />
Tra le industrie si può ricordare lo stabilimento automobilistico FIAT a Termini Imerese, in provincia di Palermo, gli stabilimenti di componenti elettronici della STMicroelectronics di Catania.</p>
<p><strong>Edilizia</strong><br />
Da sottolineare il fatto che a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 si è dilatato oltre misura il comparto dell&#8217;edilizia, spesso abusiva, che, poi sottoposta a maggiori controlli, registra oggi una certa crisi.</p>
<p><strong>Attività manifatturiere</strong><br />
Infine una nota sulle attività manifatturiere penalizzante dall’assenza di una coordinata rete di distribuzione interna e, ancor più, dalla lontananza dai grandi mercati di acquisto del Nord d&#8217;Italia e dell&#8217;estero. Le attività manifatturiere sono frantumate in miriadi di imprese che in larga misura producono per il consumo locale. Si annoverano soprattutto oleifici, pastifici, conservifici delle verdure e del pesce, piccole aziende enologiche, tessili e meccaniche.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.francescograsso.net/economia-della-sicilia/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La rete idrografica siciliana</title>
		<link>http://www.francescograsso.net/la-rete-idrografica-siciliana</link>
		<comments>http://www.francescograsso.net/la-rete-idrografica-siciliana#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 15:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche sulla Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[geografia della sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescograsso.net/?p=325</guid>
		<description><![CDATA[In Sicilia non sono presenti i corsi d’acqua veramente ragguardevoli, in quanto la sua struttura morfologica, ha nel corso dei secoli creato vari fiumi ma piccoli e limitati di bacino. Questa stessa struttura determina però una diversità tra i fiumi che si gettano sul Tirreno e quelli che si gettano sul Mar d’Africa. I primi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Sicilia non sono presenti i corsi d’acqua veramente ragguardevoli, in quanto la sua struttura morfologica, ha nel corso dei secoli creato vari fiumi ma piccoli e limitati di bacino. Questa stessa struttura determina però una diversità tra i fiumi che si gettano sul Tirreno e quelli che si gettano sul Mar d’Africa. I primi brevi e tumultuosi, i secondi più lunghi e più lenti. Quelli che si gettano sullo Ionio e che nascono dai Peloritani e dall’ Etna sono simili a quelli del Tirreno, mentre quelli che nascono dai ripiani Iblei sono simili a quelli del Mar d’Africa.</p>
<p><strong>Portata d&#8217;acqua dei fiumi siciliani</strong><br />
Le differenze tra i corsi d’acqua siculi non si possono riassumere solo con la struttura orografica, ma si deve tenere conto anche di quella geologica che influenza molto il loro deflusso piuttosto che il decorso e l’ampiezza. Maggiore permeabilità si ha sulle arre più piovoso; questo fenomeno presente sul massiccio dell’Etna le Madonie e sull’altopiano ibleo crea tante sorgenti (le più famose: Fiumefreddo, Bagnara Saluto, Ciane) sfruttate sia per l’irrigazione degli agrumeti e delle coltivazioni, sia d’estate per mantenere a livelli accettabili la portata dei fiumi. Questo paesaggio è presente anche nelle zone interne della Sicilia. Nel territorio compreso tra i fiumi Platani e Salso nei periodi estivi la conformazione geologica causa, per la sua impermeabilità, siccità, ma, alle prime precipitazioni abbondanti si crea il fenomeno della Fiumara, ovvero il corso d’acqua diventa violento e veloce. Si verifica soprattutto nei corsi d’acqua delle zone tirreniche e ioniche e non in quelli che si gettano nel mar d’Africa.</p>
<p><strong>La Fiumara</strong><br />
La fiumara tipica si presenta in tutta la catena montuosa a nord e al di là delle Madonie. I corsi d’acqua sono numerosi con decorso breve (sotto i 20-30 km) e bacino trascurabile. Dove le medonie terminano e si incontrano i monti calcarei dell’ ovest i fiumi penetrano verso l’interno. Il San Leonardo, che sfocia a Termini Imerese è lungo 43 km ed ha un bacino di 522 km2; i Torto lungo 50 km con 421 km2; il Fiume Grande (o Imera settentrionale) lungo 32 km con 344 km2; il Pollina lungo 30 km con 395 km2; l’ Eleutero lungo 30 km con 200 km2; l’Oreto lungo 19 km con 111 km2. Ad oriente troviamo l’Alcantara, che scorrendo tra l’Etna e la catena settentrionale arriva a 48 km di lunghezza e 570 km2 di bacino. Tutti i fiumi, a differenza dell’Alcantara alimentato da grandi sorgenti, presentano variazioni di portata durante l’anno: le acque cominciano a salire in ottobre, poi a dicembre fino a raggiungere punte massime in gennaio o febbraio e si abbassano poi in aprile fino a deprimersi in maggio e asciugarsi in estate. Durante il periodo delle piogge si assiste alle piene, a volte disastrose.</p>
<p><strong>Fiumi e torrenti</strong><br />
I fiumi si sviluppano maggiormente a sud della catena settentrionale che corona il golfo di Castellamare, soprattutto al centro dell’altopiano interno. Il più lingo è il Salso o Imera lungo meridionale (112 km) che lo attraversa tutto attingendo dal massiccio delle Madonie. La conformazione dei monti corleonesi e di quelli erei contribuiscono al poco sviluppo dei bacini imbriferi. Il Paltani, lungo 84 km, ha un bacino di 1785 km2 soltanto grazie ai suoi molti affluenti. I fiumi occidentali sono ancora meno sviluppati (si ricordano il Belice 76 km, il Sasio 53 km). Nemmeno quelli che scorrono nella parte sud-orientale sono degni di molta importanza a causa della conformazione morfologica che penalizza la loro portata. A causa della siccità, i fiumi siculi d’estate diminuiscono sensibilmente la loro portata. Sul fronte ionico si trova il fiume più importante: il Simeto (90km) inferiore in lunghezza all’Imera meridionale ma con un bacino più grande (4326 km2) grazie ai suoi numerosi affluenti e che è l’unico ad avere la fisionomia di un vero fiume. Nonostante tutto d’estate anch’ esso vede diminuire la sua portata a causa della siccità e del prelevamento effettuato dall’uomo per l’irrigazione.</p>
<p><strong>Fiumi d’inverno e fiumi in estate</strong><br />
L’alternanza tra le stagioni secche e quelle piovoso dà una duplice caratteristica ai fiumi siculi. Nei mesi caldi la caratteristica principale è l’alveo asciutto e ciottoloso, d’inverno la potenza delle acque turbinose che scendono a valle e che spesso creano problemi a strade, ferrovie, abitazioni e colture. Il Simeto nella stagione invernale raggiunge portate anche maggiori alla media stagionale di vari punti. L’Alcantara ha uno scarto ancora maggiore tra le due stagioni, nonostante sia tra i più regolari della Sicilia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.francescograsso.net/la-rete-idrografica-siciliana/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Piana di Catania e la pianure alluvionali</title>
		<link>http://www.francescograsso.net/la-piana-di-catania-e-la-pianure-alluvionali</link>
		<comments>http://www.francescograsso.net/la-piana-di-catania-e-la-pianure-alluvionali#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 15:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche sulla Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[geografia della sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescograsso.net/?p=323</guid>
		<description><![CDATA[La piana di Catania, estesa su 430 Km2, dal mare si spinge fino alle propaggini Iblee e l’estreme pendici dell’ Etna arrivando fino a 100 metri di altidutine. Si è formata dalle alluvioni del Simeto e dei suoi affluenti: il Dittaino e il Gornalunga che ancora oggi la percorrono.
Oltre a questa, le altre pianure alluvionali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La piana di Catania, estesa su 430 Km2, dal mare si spinge fino alle propaggini Iblee e l’estreme pendici dell’ Etna arrivando fino a 100 metri di altidutine. Si è formata dalle alluvioni del Simeto e dei suoi affluenti: il Dittaino e il Gornalunga che ancora oggi la percorrono.</p>
<p>Oltre a questa, le altre pianure alluvionali sono di piccola estensione, sia quelle sul Tirreno (Sant’Agata, Militello, Patti, Falcone) che quelle sullo Ionio (dalle parti meridionali di Messina fino a capo Sant’Alessio) e si presentano come piccole fasce a ridosso dei monti.</p>
<p>Leggermente più ampia quella alle falde dell’Etna, dalla foce dell’Alcantara fino ad Acireale, più corpose la conca palerminata, le piane di Carini e di Alcamo-Partinico e di forma triangolare quella di Milazzo.</p>
<p>Sull litorale del Mar d’Africa c’è la piana di Gela, orlata sul mare da dune fino a 30m di altezza, ma disposte in fascia compatta lievemente innalzata verso l’interno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.francescograsso.net/la-piana-di-catania-e-la-pianure-alluvionali/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Etna</title>
		<link>http://www.francescograsso.net/etna</link>
		<comments>http://www.francescograsso.net/etna#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 15:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche sulla Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[etna]]></category>
		<category><![CDATA[geografia della sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescograsso.net/?p=319</guid>
		<description><![CDATA[Era chiamato GEBEL (monte) al tempo degli Arabi, poi Mongibello (monte-gebel) dalle persone colte; dagli abitanti è detta la “Montagna”. Essa è uno dei maggiori colossi eruttivi della terra, il massimo vulcano d’Europa, e costituisce una grandiosa montagna, cosi isolata da giustificare quasi il volo poetico di Pindaro che la chiamò la colonna del cielo.
L’Etna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era chiamato GEBEL (monte) al tempo degli Arabi, poi Mongibello (monte-gebel) dalle persone colte; dagli abitanti è detta la “Montagna”. Essa è uno dei maggiori colossi eruttivi della terra, il massimo vulcano d’Europa, e costituisce una grandiosa montagna, cosi isolata da giustificare quasi il volo poetico di Pindaro che la chiamò la colonna del cielo.</p>
<p>L’Etna ha un’altezza di 3.350 m., una circonferenza di circa 212 km, e copre un’area di 1.570 kmq. Il grande vulcano ha la forma di cono assai ampio e schiacciato, con un pendio abbastanza dolce fino a 1.600 m. quindi s’innalza sempre più rapidamente sin verso i 3.000 m., dove è tagliato da un ripiano ellissoidale, su quale si erge il cono terminale. L’Etna, oltre al cono eruttivo centrale e al cratere nord-orientale, che è un ramo del condotto magmatico principale, dispone di molti crateri o bocche secondari, che isolati o a gruppi, si osservano sulle sue pendici; tra i più noti i monti Silvestri, i monti Rossi a nord di Nicolosi, il monte Minardo e il monte Rùvula presso Bronte. L’Etna con il suo continuo pennacchio di fumo, che serve anche a farci conoscere la direzione dei venti superiori, con la varietà e l’imponenza delle sue fasi eruttive, e con i suoi sismi e bradisismi è un centro di studi geofisici di primissimo ordine.</p>
<p>Come stazione di sport invernali, l’Etna si è imposta, in questi ultimi anni, in maniera tale da essere conosciuta in tutto il mondo sciistico per le gare che si svolgono in una cornice fantasiosa, col cospetto dell’azzurro mare Jonio e con lo sfondo dei mandorli in fiore. Unica nel Mediterraneo, cosi piena di contrasti violenti determinati dal mare, dalla neve, dal sole, dal fuoco e da un cielo sereno. Le discese sono rese lunghe e vertiginose per le grande altitudine del vulcano carico di neve che, per le intense variazioni atmosferiche, si presenta primaverile; e mentre lassù ci si abbandona allo sport preferito, a pochi chilometri maturano gli aranci, si gode una temperatura mite e il sole ci invita a bagnarsi nelle acque cristalline del magnifico golfo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.francescograsso.net/etna/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I rilievi della Sicilia</title>
		<link>http://www.francescograsso.net/i-rilievi-della-sicilia</link>
		<comments>http://www.francescograsso.net/i-rilievi-della-sicilia#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 06:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche sulla Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[geografia della sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescograsso.net/?p=309</guid>
		<description><![CDATA[I Peloritani, costituiti da antiche rocce cristalline, costituiscono la diretta prosecuzione dell&#8217;Appennino calabro; occupano l&#8217;intera porzione nordorientale della Sicilia, prospettando quindi anche sul mar Ionio, e hanno forme piuttosto aspre malgrado l&#8217;altezza modesta (la massima cima tocca appena i 1374 m).
I Nebrodi sono formati invece da arenarie e argille, di facile erosione e che quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>Peloritani</strong>, costituiti da antiche rocce cristalline, costituiscono la diretta prosecuzione dell&#8217;Appennino calabro; occupano l&#8217;intera porzione nordorientale della Sicilia, prospettando quindi anche sul mar Ionio, e hanno forme piuttosto aspre malgrado l&#8217;altezza modesta (la massima cima tocca appena i 1374 m).</p>
<p>I <strong>Nebrodi</strong> sono formati invece da arenarie e argille, di facile erosione e che quindi determinano paesaggi dalle linee morbide; le quote si elevano sino ai 1847 m del monte Soro. Perdono verso ovest l&#8217;andamento a dorsale per saldarsi con un ampio e tozzo massiccio, le <strong>Madonie</strong>; qui le rocce hanno in prevalenza natura calcarea, con pianori aridi e frequenti fenomeni carsici, culminando nel Pizzo Carbonara che, con i suoi 1979 m, è la massima vetta dell&#8217;Appennino siculo.</p>
<p>Al di là dei contrafforti delle Madonie, la Sicilia occidentale è formata da una serie confusa di rilievi, perlopiù collinari, ma talvolta con elevazioni anche imponenti, superiori ai 1500 m, in particolare là dove emergono, al di sopra delle distese di argille e arenarie marnose, più resistenti bastioni calcarei, localmente chiamati &#8220;rocche&#8221; per la loro forma isolata: così la Rocca Busambra (1610 m).</p>
<p>Nella Sicilia centrale si accentua l&#8217;irregolarità del rilievo; si può tuttavia distinguere una larga fascia trasversale, poco più di un altopiano di natura arenaceo-calcarea, che grosso modo si diparte dalle Madonie e volgendo verso sud-est giunge sino al vertice meridionale dell&#8217;isola. La formano dapprima i monti <strong>Erei</strong>, quindi, più a sud, il vasto tavolato dei monti <strong>Iblei</strong>; le massime quote superano di poco i 1100 m nel primo sistema, non raggiungono nemmeno i 1000 m nel secondo. Rappresentano tuttavia un rilevante fattore idrografico, perché formano la linea di spartiacque di molti fiumi che vi hanno origine, volgendosi poi al mare di Sicilia o al mar Ionio.</p>
<p>Il sesto e più imponente rilievo della Sicilia è rappresentato dall&#8217;<a href="http://www.francescograsso.net/argomenti/ricerche-sulla-sicilia/etna-il-grande-gigante/"><strong>Etna</strong></a>. Vulcano attivo, il più elevato d&#8217;Europa (3323 m), esso domina la costa orientale dell&#8217;isola; ha una mole imponente, di forma conica, che spicca anche da molto lontano, mostrando versanti che diventano via via più ripidi col procedere verso la sommità, imbiancata di neve per la maggior parte dell&#8217;anno. </p>
<p>L&#8217;Etna sovrasta la più vasta ed importante pianura siciliana, che ha reso fertile con i suoi stessi depositi vulcanici: la <strong>piana di Catania</strong> (la più grande pianura della Sicilia).<br />
Formata dalle alluvioni del fiume Simeto e dei suoi affluenti, tra cui il Dittaino, la piana di Catania ha una superficie di 430 km2, pari a un quinto di tutte le pianure dell&#8217;isola; altre importanti aree pianeggianti sono poi la piana di Gela, sul mare di Sicilia, che presenta però numerose dune, e la <strong>Conca d&#8217;Oro</strong>, su cui si estende Palermo, sul mar Tirreno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.francescograsso.net/i-rilievi-della-sicilia/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La vendemmia</title>
		<link>http://www.francescograsso.net/la-vendemmia</link>
		<comments>http://www.francescograsso.net/la-vendemmia#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 16:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I vini di Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche sulla Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[vini siciliani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescograsso.net/?p=303</guid>
		<description><![CDATA[Cenni storici.
La vendemmia è l’operazione della raccolta dell’uva, sia che questa venga destinata al consumo come frutto, sia che debba subire la vinificazione. E’ sempre stata una fra le più interessanti pratiche agricole, ed essa ebbe in ogni tempo grande importanza, non soltanto tecnica, ma anche spirituale, assurgendo in passato all’altezza di un vero e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cenni storici.</strong><br />
La vendemmia è l’operazione della raccolta dell’uva, sia che questa venga destinata al consumo come frutto, sia che debba subire la vinificazione. E’ sempre stata una fra le più interessanti pratiche agricole, ed essa ebbe in ogni tempo grande importanza, non soltanto tecnica, ma anche spirituale, assurgendo in passato all’altezza di un vero e proprio rito, e ancor oggi serbando, in più luoghi caratteristici aspetti e singolarità folkloristiche, che molto frequentemente hanno ispirato poeti e artisti.</p>
<p>Fin dai tempi più antichi si cercò di evitare le vendemmie intempestive, e gia Esiodo e Platone fissarono norme rigorose circa il momento d’iniziare la raccolta dell’uva. Nei primi secoli di Roma l’inizio della vendemmia costituiva una solenne cerimonia; le legge della XII tavole prescrivevano di non vendemmiare che allorquando cadono le foglie. Catone, Virgilio, Plinio insistono tutti sulla necessità di non aver troppo fretta nel vendemmiare. La festa della vendemmia presso i Romani era in onore di Giove dal quale, come signore del cielo e di tutti i suoi fenomeni, dipendeva l’andamento di tutta l’annata agricola.</p>
<p>Dai riti religiosi dell’antichità nacquero nell’età di mezzo i cosiddetti bandi vendemmiali, che ebbero piena applicazione, in Italia come in Francia e in altri paesi viticoli, sino alla rivoluzione Francese, per venire poi sostituiti poco a poco da forme di raccomandazione da parte delle autorità comunali sino a essere poi abbandonati, del tutto; ma ne derivano gravi inconvenienti, tanto che oggi da più parti se ne va invocando il ripristino.</p>
<p><strong>Determinazione della data della vendemmia</strong><br />
Uno dei primi problemi che si pongono al produttore, riguarda la precisione della data d’inizio della vendemmia. Per ragioni d’organizzazione del lavoro, è spesso necessario determinarla con molto tempo d’anticipo, ciò che non è sempre facile stabilire. In funzione del clima, ad ogni tipo di vino corrisponde un particolare problema di raccolta; si lascerà per esempio più a lungo l’uva sulla vite per produrre un vino liquoroso che non per ottenere vini secchi. Ogni vitigno ha specifiche reazioni alle condizioni climatiche.</p>
<p>Per seguire i processi della maturazione dell’uva non è sufficiente prelevare di tanto in tanto qualche grappolo, scelto fra i più grossi e i meglio esposti. I risultati ottenuti in questo modo non rappresentano il tenore medio dell’uva, ma è interessante seguire i tenori medi in zuccheri e in acidità. In un determinato momento, le uve d’uno stesso vigneto hanno composizioni molto eterogenee. In un grappolo i diversi acini e su uno stesso ceppo i diversi grappoli, non sono mai allo stesso grado di maturazione e a maggior ragione quando si considerano ceppi differenti.</p>
<p>La tecnica di campionatura più precisa consiste nel prelevare 250 acini su 250 ceppi in un appezzamento omogeneo, staccando un acino per ceppo, variando il prelevamento a seconda dell’esposizione di ciascun fianco di una fila. Il mosto di questi 250 acini rappresenta ottimamente l’insieme delle uve del vigneto scelto; in ogni caso si ripete diverse volte l’operazione, si è sicuri di trovare lo stesso risultato. I 250 acini vengono pesati: questo permette di seguire il loro ingrossamento; vengono poi pigiati e pressati, il mosto ottenuto, viene messo in un Glucometro, che determina il contenuto zuccherino dell’uva.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.francescograsso.net/la-vendemmia/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Sicilia &#8211; Informazioni geo-politiche</title>
		<link>http://www.francescograsso.net/sicilia-informazioni-geo-politiche</link>
		<comments>http://www.francescograsso.net/sicilia-informazioni-geo-politiche#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 06:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche sulla Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescograsso.net/?p=307</guid>
		<description><![CDATA[Regione dell&#8217;Italia meridionale corrisponde all&#8217;isola omonima ed è  situata nel mar Mediterraneo centromeridionale e, più precisamente, affacciata al mar Tirreno a nord, al mar Ionio a est, al mare di Sicilia a sud. A essa si aggiungono alcuni gruppi insulari minori.
È ripartita nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Regione dell&#8217;Italia meridionale corrisponde all&#8217;isola omonima ed è  situata nel mar Mediterraneo centromeridionale e, più precisamente, affacciata al mar Tirreno a nord, al mar Ionio a est, al mare di Sicilia a sud. A essa si aggiungono alcuni gruppi insulari minori.</p>
<p>È ripartita nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani; capoluogo regionale è Palermo.</p>
<p>La Sicilia è una regione ad amministrazione speciale, dotata di larga autonomia, come la Sardegna, la Valle d&#8217;Aosta, il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia. Dipendono amministrativamente dalla regione gli arcipelaghi delle Eolie o Lipari (in provincia di Messina), delle Egadi (in provincia di Trapani) e delle Pelagie (in provincia di Agrigento) nonché le isolate Pantelleria (in provincia di Trapani) e Ustica (in provincia di Palermo).</p>
<p>Si estende per 25.707 km2 (l&#8217;isola propriamente detta, la più grande del Mediterraneo, per 25.426 km2) ed è la più vasta regione d&#8217;Italia; è invece la quarta, dopo Lombardia, Campania, Lazio, per popolazione, con 5.106.740 abitanti (1997). La densità, di 199 abitanti per km2, è tuttavia superiore alla media nazionale, che è di 191.</p>
<p>Com&#8217;è proprio di tutte le grandi isole, la Sicilia trae dalla sua natura insulare i caratteri che la distinguono dalle altre terre benché, all&#8217;estremità nordorientale dell&#8217;isola, solo i tre chilometri dello stretto di Messina la separino dalla Calabria, sull&#8217;Italia continentale. Anche sul lato opposto, occidentale, la distanza dalla terraferma, in questo caso la costa africana della Tunisia, non è molta: 150 km. Una posizione geografica, quindi, di relativo isolamento, che ha avuto notevoli influenze sulla storia siciliana.</p>
<p>L&#8217;isola forma un triangolo isoscele quasi perfetto, terminando a nord-est con la punta (o capo) del Faro, presso Messina, a ovest con il capo Boeo o Lilibeo, presso Marsala (in provincia di Trapani), a sud-est con il capo Passero. La superficie insulare ha una morfologia piuttosto complessa e irregolare, e anche l&#8217;andamento costiero è molto vario. Il territorio è per quasi due terzi (61,4%) collinare e per circa un quarto (24,5%) montuoso; ben poco spazio resta dunque alle pianure, che sono tutte situate lungo i litorali.</p>
<p>La sezione montuosa dell&#8217;isola include sei principali rilievi, assai diversi per orientamento, origine e struttura delle rocce. Nella metà orientale della fascia costiera si sviluppano, da est a ovest, tre gruppi montuosi che complessivamente vengono denominati Appennino siculo: i Peloritani, i Nebrodi e le Madonie.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.francescograsso.net/sicilia-informazioni-geo-politiche/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Malattie della vite e dell&#8217;uva</title>
		<link>http://www.francescograsso.net/malattie-della-vite-e-dell-uva</link>
		<comments>http://www.francescograsso.net/malattie-della-vite-e-dell-uva#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 16:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I vini di Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche sulla Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[vini siciliani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescograsso.net/?p=296</guid>
		<description><![CDATA[La Peronospora &#8211; La Peronospera della vite è causata dalla Plasmopara viticola, fungo originario del Nord America. La maggior parte delle viti americane hanno acquisito nei millenni una notevole resistenza al parassita, le viti europee ne sono a tutt’oggi estremamente soggette.
Alla fine del secolo scorso la Peronospora fu causa di gravi danni, tali da provocare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Peronospora</strong> &#8211; La Peronospera della vite è causata dalla <em>Plasmopara viticola</em>, fungo originario del Nord America. La maggior parte delle viti americane hanno acquisito nei millenni una notevole resistenza al parassita, le viti europee ne sono a tutt’oggi estremamente soggette.<br />
Alla fine del secolo scorso la Peronospora fu causa di gravi danni, tali da provocare in molti casi l’abbandono della coltura. Questa malattia colpisce tutti gli organi verdi della pianta; sulle foglie più giovani compaiono delle macchie sui vari punti del lembo (macchie d’olio), sulle foglie più vecchie genera delle piccole macchie a mosaico e nella pagina inferiore compare una muffa bianco-grigiastra.<br />
I danni più gravi sono prodotti dagli attacchi ai grappoli; gli acini assumono un colore bruno rossastro e avvizziscono. Infezioni particolarmente intense sono da attendersi al termine d’inverni molto piovosi.</p>
<p><strong>Muffa Grigia</strong> &#8211; Il fungo <em>Botrytis cinerea</em>, responsabile della muffa grigia sulla vite, trova le condizioni migliori per il suo sviluppo in primavera, con temperature medie, abbondante umidità e piogge prolungate. Sulle foglie della vite i danni consistono in macchie brune, non di rado ricoperte dalla tipica muffa grigia. Verso il mese di giugno il fungo colpisce, apparentemente senza causare danni, le parti del grappolo che sono in fioritura. Questo periodo è invece il più pericoloso, perché, in seguito all’ingrossamento degli acini, il fungo presente all’interno del grappolo troverà poi, le condizioni ottimali di crescita fino a provocare gravi marciumi. Si ritiene che le infezioni siano possibili quando la superficie del grappolo rimane ricoperta da un velo d’acqua per almeno 15 ore.</p>
<p><strong>Oidio o Mal Bianco</strong> &#8211; Questa malattia come la Peronospora fu importata dal Continente americano. Fece la sua prima apparizione in alcune serre inglesi e quindi dilagò rapidamente in tutta Europa. Si manifesta sulle viti sin dalla ripresa vegetativa ricoprendo completamente con la caratteristica patina biancastra interi germogli.<br />
Il Mal bianco ha conseguenze particolarmente gravi sugli acini determinando l’arresto dello sviluppo dell’epidermide e la conseguente spaccatura dell’acino.</p>
<p><strong>La Filossera</strong> &#8211; Afide originario dell’America, è stato introdotto in Europa nel 1869 ed ha costituito in passato un vero flagello per la nostra viticoltura. Sulla vite americana la Filossera formava sulle foglie delle “galle” (notate nell’immagine), entro la quale si sviluppava la prole.<br />
Parte della prole rimaneva sulle foglie, mentre il rimanente attaccava le radici creando nodosità. Sulla vite europea, invece, fallisce il tentativo delle femmine di formare galle sulle foglie, perciò il ciclo si riduceva ad una serie di generazioni viventi sulle radici che ben presto marcivano facendo morire la pianta. Il problema della Filossera fu brillantemente risolto mediante l’innesto della vite europea su portainnesto americano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.francescograsso.net/malattie-della-vite-e-dell-uva/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
