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  • L’economia siciliana

    Pubblicato il 2 agosto 2010 admin Nessun commento

    Agricoltura
    Anche in Sicilia, come nel resto del Sud, il numero degli addetti al settore agricolo è nettamente superiore alla media nazionale, e per contro i valori di redditività sono tra i più bassi (la carenza di acqua e in generale di impianti per irrigazione è un fattore decisivo). Tuttavia l’agricoltura mantiene il suo peso determinante nell’economia regionale.

    È in corso una certa ristrutturazione produttiva su basi più razionali, ma in linea di massima l’agricoltura continua a registrare nell’isola due comparti contrapposti e non coordinati: una zona costiera con coltivazioni intensive e specializzate e aziende di piccola e media dimensione, destinate alla produzione di agrumi, vite e altre piante legnose come mandorli, legumi e ortaggi, e una vasta area interna, con aziende di ampia superficie, occupate dalla cerealicoltura estensiva.

    Allevamento
    Sono allevati ovini, caprini, equini e, soprattutto nella provincia di Ragusa, bovini della razza frisona e razza modicana. Il latte bovino prodotto è utilizzato principalmente nella produzione di formaggi freschi (provole), del piacentino ennese (con l’aggiunta di zafferano), o del caciocavallo ragusano, l’unico in Sicilia ad avere ottenuto il marchio DOP.

    Pesca
    La pesca costituisce una risorsa preziosa per la Sicilia. Tra i porti con importanti flotte di navi pescherecce ricordiamo quello di Mazara del Vallo, ma anche quelli di Sciacca, Licata, Porto Empedocle, Pozzallo e Portopalo.
    Nella zona dello stretto di Messina si pesca soprattutto il pesce spada; in generale si pesca tonno, sardine, alici, sgombri e tutto il pesce azzurro, tipico del Mar Mediterraneo.
    Il pescato fornisce in maniera adeguata all’industria conserviera la materia prima necessaria alla produzione del pesce in scatola o affumicato. Nel trapanese e a Marzamemi si produce la bottarga, che viene esportata anche all’estero.

    A Mazara del Vallo (Trapani) e in altre zone marine della costa mediterranea della Sicilia si pratica l’allevamento di pesci come spigole, orate, tonni (ingrasso); a Ganzirri, nella zona nord di Messina, quello di ostriche e mitili.

    Attività estrattive
    La regione dispone di notevoli risorse minerarie ed è, insieme alla Toscana e alla Sardegna, una delle principali aree estrattive del paese. Tradizionale attività estrattiva fu per decenni quella legata ai giacimenti di zolfo, per i quali la Sicilia vantò in epoche passate addirittura ottime posizioni internazionali; ma la crescente concorrenza estera ridusse man mano l’economicità dello zolfo siciliano, sinché l’estrazione è completamente cessata nel 1986.

    Altre risorse del sottosuolo sono i sali potassici e gli idrocarburi (petrolio e gas naturale, con area principale nel Ragusano); il primo pozzo entrò in funzione nel 1957. I giacimenti si dimostrarono ben presto molto più modesti delle aspettative; nel frattempo era stata però realizzata, ma con un’altissima immissione di capitali statali, una poderosa industria di raffinazione, mentre tutti i comparti manifatturieri rimanevano in pratica trascurati. I complessi chimici e petrolchimici, che ormai lavorano essenzialmente materiale greggio d’importazione, non hanno influito come si sperava nel creare nuovi posti di lavoro.

    Industria
    Tra le industrie si può ricordare lo stabilimento automobilistico FIAT a Termini Imerese, in provincia di Palermo, gli stabilimenti di componenti elettronici della STMicroelectronics di Catania.

    Edilizia
    Da sottolineare il fatto che a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 si è dilatato oltre misura il comparto dell’edilizia, spesso abusiva, che, poi sottoposta a maggiori controlli, registra oggi una certa crisi.

    Attività manifatturiere
    Infine una nota sulle attività manifatturiere penalizzante dall’assenza di una coordinata rete di distribuzione interna e, ancor più, dalla lontananza dai grandi mercati di acquisto del Nord d’Italia e dell’estero. Le attività manifatturiere sono frantumate in miriadi di imprese che in larga misura producono per il consumo locale. Si annoverano soprattutto oleifici, pastifici, conservifici delle verdure e del pesce, piccole aziende enologiche, tessili e meccaniche.

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